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FOTO DELL’INIZIATIVA PALLIATTIVIAMOCI
Clicca sulle immagini per vedere le foto . Anche perché questa è solo una selezione, se vai al nostro profilo Flickr, oppure al set dell’evento, potrai trovarne delle altre (e magari ci sei anche tu!).
Se vuoi chiedere la rimozione di una fotografia che eventualmente ti ritrae scrivi a info@ilsoledimino.org e, nel più breve tempo possibile, la rimuoveremo.
Pubblicato da Alessandro
Categoria: documenti e materiali, foto, PalliAttiviamoci
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ottobre 2010
RASSEGNA STAMPA DELL’INIZIATIVA PALLIATTIVIAMOCI
08.10.2010 – Palliattiviamoci sensibilizza con dibattito, rugby e musica (Messaggero Veneto)
06.10.2010 – Cure palliative, dibattito e concerto per sensibilizzare (Il Gazzettino)
06.10.2010 – Baste la salût – file zip Mp3 (Radio Onde Furlane)
29.09.2010 – Tumori e cure palliative al Palamostre di Udine dibattito con concerto (Il Piccolo)
Pubblicato da Alessandro
Categoria: documenti e materiali, PalliAttiviamoci, rassegna stampa, video
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ottobre 2010
PALLIATTIVIAMOCI!

Il secondo fine settimana di Ottobre è dedicato, in tutto il mondo, alla celebrazione e al supporto degli hospice e delle cure palliative al malato oncologico (World Hospice and Care Palliative Day).
Per questa occasione, L’Associazione di Volontariato Il Sole di Mino di Udine, in collaborazione con l’Associazione ONLUS Oncologica Altro Friuli di Tolmezzo, l’Associazione ONLUS Ce.Ri.C.O.T. di Udine e l’Associazione ONLUS L’Aquila per la vita di L’Aquila organizzano, per le giornate del 9-10 ottobre 2010, un momento di dibattito, divulgazione e sensibilizzazione pubblica su tali temi.
Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, le Cure Palliative (palliative care) si occupano dei pazienti colpiti da malattie incurabili la cui diretta conseguenza è la morte. Durante la fase finale della malattia, il controllo del dolore, di altri sintomi e degli aspetti psicologici, sociali e spirituali è di fondamentale importanza; lo scopo delle Cure Palliative è garantire la miglior qualità di vita possibile per i pazienti e le loro famiglie. Con la legge n. 38 del 15 marzo 2010 si intende garantire e tutelare, anche in Italia, il diritto del cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore.
PalliAttiviamoci inizierà sabato 9 ottobre con un torneo di rugby che vedrà impegnate due squadre (Veterans con selezione di vecchie glorie dalla nazionale Urogalli Udine e L’Aquila per la Vita) e che si svolgerà presso il Rugby Stadium “O. Gerli” di Udine a partire dalle ore 15.
La manifestazione proseguirà domenica 10 ottobre alle ore 16.30 presso il Teatro comunale Palamostre di Udine con un dibattito pubblico moderato da Silvia Bencivelli (medico e giornalista di Radio3 Scienza) e al quale interverranno Simona Liguori, oncologo dell’associazione Ce.Ri.C.O.T. ONLUS; Cosimo de Chirico, medico di medicina generale, responsabile del nucleo cure palliative ULSS 7 Veneto; Silvano Fiorot, presidente dell’Associazione Lotta contro i tumori Renzo e Pia Fiorot ONLUS; Giampiero Porzio, oncologo, Associazione L’Aquila per la vita ONLUS; Enrico Vigevani, oncologo, Associazione Oncologica Alto Friuli ONLUS.
A conclusione del dibattito, si svolgerà il concerto I Fiati all’Opera eseguito da Fabrizio Meloni, Primo clarinetto del Teatro alla Scala di Milano; Nazzareno Carusi, pianista aquilano di fama internazionale; Andrea Oliva, Primo flauto solista dell’ Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma; all’oboe Francesco Di Rosa, solista dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma. Il programma sarà improntato su musiche di Chopin, Carulli, Demessermann, Squarzina e Fumagalli.
La partecipazione a tutti gli eventi sarà libera, fino a esaurimento dei posti disponibili.
Clicca l’immagine per scaricare la locandina dell’evento:
Pubblicato da Alessandro
Categoria: documenti e materiali, PalliAttiviamoci
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settembre 2010
FOTO ESTIVE
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Pubblicato da Alessandro
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luglio 2010
JERBAS E TRADIZIONS
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giugno 2010
LETTERA DA PAOLO
Una Y10 nervosa e un po’ incerta, si ferma. Si sente musica italiana uscire dal finestrino abbassato. Scendi. Cicca in mano, occhiali scuri, capelli corti biondi, abbronzato, camicia celeste lasciata cadere sui jeans sdruciti e scoloriti, le maniche rimboccate sopra i gomiti, Timberland estive senza calzini. Di fretta ma disinvolto ti avvicini con un sorriso festoso, quasi spavaldo.
“Ma dov’eri finito, cazzone!”
“Ehm, mi sono perso!…Poi c’era un traffico!!Pazzesco!”
“A fine luglio!? Alle quattro del pomeriggio!?… Sì, va bene, dai!….”. Ale finalmente ci presenta.
“Ciao, piacere, Paolo!”
“Ciao, Mino!
“Nino?”
“No, Mmino!”
“Con la emme? Mino?”
“Sì, sarebbe Bernardino, ma tutti mi chiamano così: Mino…è più facile e piace di più….no?”
“Beh, effettivamente….”
Così ti ho conosciuto: in un bar davanti alla stazione di Pordenone, nel 1995, in una giornata di sole di fine luglio, seduti davanti ad un tavolino basso, un posacenere da svuotare, un caffè e una vacanza da organizzare all’ultimo, come al solito.
Da lì in poi, salvo qualche pausa di riflessione, non ci saremmo più persi di vista.
E ti vedo ancora così: seduto su una poltrona di vimini imbottita, tra le dita la Marlboro fumante, con l’altra mano reggere la tazzina del caffè che poi scoprii essere la tua bevanda preferita insieme alla Coca Cola.
Qualche giorno più tardi: “Guarda quella!” Petto in fuori pancia in dentro (mah, forse nel 1995 non ce n’era neanche bisogno..), eccoli i due cacciatori camminare attenti sul bagnasciuga scrutando la fauna umana, così a Vieste come a Lignano.
Come quel giorno, quando abbiamo deciso di prendere il pedalò. Al largo, ad un certo punto un grosso legno (un tronco?) galleggia facendosi portare dalle onde. Bello! Prendiamolo! Una fatica: per tirarlo su, caricarlo sul pedalò, scaricarlo sulla spiaggia e poi portarlo e lasciarlo sul giardino della casa di Lignano. Così, perché ci pareva una figata!
Ma che cosa è successo, Mino? Sono state le cicche che hai fumato? Sono stati i caffè e i bicchieri di Coca Cola che hai bevuto in tutti questi anni? Sì lo so, sono domande stupide cui non si sa dare una risposta certa, e non valgono nulla. Ma sono le domande (e non sono le uniche) che mi passano ancora davanti agli occhi insieme alla tua immagine positiva, solare, energica, paradossale rispetto a tutto quello che è successo: come un aeroplano che passa sopra il bagnasciuga di una spiaggia, magari proprio quella del 1995 a Vieste, con la sua coda di reclame: “Come è possibile? Perché proprio Mino?”
Beh, se fosse passato ad avvertirci, ad avvertirti, magari ce l’avremmo fatta! O forse, l’avremmo guardato soltanto, senza prenderlo in considerazione, dall’altra troppo presi dall’esplorare curiosi le bellezze del mondo, troppo presi dalle “bischerate”, dal conquistare ragazze o solo un posto, come era giusto.
“Quando esci presta attenzione a tutte le cose che vedi percorrendo la strada che ti riporta a Udine.” mi dicevi quasi sussurrando, una sera di 11 anni dopo, prima di congedarmi: “Guarda le tua mani appoggiate sul volante e guarda fuori dal finestrino a destra e a sinistra gli alberi che si avvicinano e ti accompagnano, le case, i negozi illuminati. Guarda se ci sono stelle e se la luna illumina il tuo percorso. Con la musica che ti piace. Non è una figata? Io lo faccio ogni volta che riesco, anche se la Zac non vuole.”
Qualcuno un giorno ti aveva già aperto la portiera dell’auto senza chiedere, facendo entrare quel compagno di viaggio indesiderato, con cui abbiamo dovuto convivere tutti.
Quel compagno, che giuravi a te stesso e a noi che se ne sarebbe andato presto, ti aveva insegnato anche questo ed ora tu cercavi di farci capire il senso di certe cose, cercando allo stesso tempo di nasconderci il prezzo che stavi pagando per quelle confidenze ricevute, per non spaventarci.
Il volante però, quello lo tieni ancora tu. Quello di una corriera dove sono salite tante persone, per condividere quel viaggio che nel 2001 ha cambiato marcia, ma che avevi già iniziato quando, una dopo l’altra, hai incontrato tutte le persone che poi sono salite.
Mino, ho voglia di fermarmi un attimo. Scendiamo, dai, andiamo a farci un caffè.
Pubblicato da admin
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maggio 2009
FESTA DEL BENESSERE 2007
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Come è andata…
Lo scorso 2 giugno a S. Odorico di Flaibano (UD) si è svolta la seconda edizione della Festa del Benessere. Il memorial, che vuole ricordare ogni anno Mino e il suo compleanno, è stato promosso dall’associazione il Sole di Mino con l’indispensabile supporto e contributo di numerosi amici, parenti e conoscenti di Mino. Il tempo non sembrava promettere niente di buono, ma quest’anno come lo scorso, il sole ha fatto capolino quasi inaspettatamente, salvando e proteggendo i numerosi partecipanti da una doccia indesiderata. Nell’ambito della manifestazione si sono svolti vari eventi sportivi, culinari e ricreativi che hanno visto la partecipazione di circa 200 persone nell’arco di tutta la giornata. Nella splendida area immersa nel verde messa a disposizione dal comune di Flaibano, fin dalla mattina si è tenuto un torneo di calcio a 5 che ha visto la partecipazione di 12 squadre. Anche quest’anno “i Safarà” si sono aggiudicati il torneo, battendo in finale la squadra dei “Vittoriesi”. Il torneo è stato combattutissimo non solo in campo ma anche fuori: in palio c’era anche l’ambitissima Coppa Chiosco, vinta a suon di pinte soltanto alla fine di un testa a testa tra la formazione del Bar Savio, vincitrice della scorsa edizione, e quella degli studenti del Master Ridef venuti da Milano e vincitori della Coppa di quest’anno. Gianni, il numero 9 dei Safarà, si è aggiudicato anche la Coppa Cannoniere che porta il nome dello scomparso “Cecia” che l’anno scorso aveva partecipato alla prima edizione meritandosi con la squadra del “Bar Savio”, il secondo posto. Durante tutto il corso della manifestazione, le griglie non hanno mai smesso di cuocere buonissime salsiccie, gustosissime coste e saporite fette di polenta di grano saraceno preparate per l’occasione dalla Nives, la mamma di Mino. Il pollo indiano di Paul è andato a ruba e decine di torte di mamme e amici dell’associazione hanno addolcito i palati dei partecipanti, mentre il chiosco vicino ha spinato birre e servito vino e bibite a volontà fino a notte tarda, al suono di un rock tutto da ballare mixato da dj Beltramix, Cino e dal Tibe. A margine delle premiazioni delle squadre del torneo, un momento di raccoglimento e gratitudine da parte dell’associazione a tutti: i beneficiari dell’incasso netto, raccolti nel corso di questa seconda manifestazione ben 5.300 €, sono stati i bambini ucraini del progetto “Un sorriso in corsia” promosso dall’Associazione “Sole Terre”. Il dottor Cavallo, rappresentante della Lega Italiana Lotta ai Tumori di Udine (LILT) è intervenuto poi ringraziando a sua volta per la donazione ricevuta dalla prima edizione, che è servita in parte a finanziare l’acquisto di macchinari per la terapia domiciliare del dolore per alcuni malati della provincia di Udine, in parte a contribuire alla formazione di personale ospedaliero per l’assistenza con cure palliative di degenti in una struttura appena realizzata presso l’Ospedale di Udine, con lo scopo di rendere più accogliente l’ambiente per i malati e i loro familiari. A contorno degli eventi sopra descritti, si è svolto il torneo di calcio balilla che ha visto la partecipazione di decine di squadre veramente agguerrite e conclusosi nuovamente con la vittoria della magica accoppiata Poser- Billy. I numerosi premi della pesca di beneficenza (in palio anche un paio di sci e di scarponi) hanno riempito le tavolate, e le magliette con “i girasoli” realizzate per l’occasione dall’associazione, sono state comperate e indossate dalla maggior parte dei partecipanti.
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maggio 2008
CHERNOBYL . L’EREDITÀ NASCOSTA

L’Associazione, in collaborazione con il Segretariato degli Studenti di Medicina di Udine e l’Associazione don Nilo Carniel, ha organizzato al Visionario di Udine una mostra fotografica dal titolo Chernobyl . l’eredità nascosta. Fotografie di Pierpaolo Mittica. La mostra inaugurata ai primi di giugno è stata esposta per tutta l’estate e ha riscosso molto successo.

In questi giorni, ripensando a questa esperienza sfogliavo un libro appena pubblicato e dal titolo molto evocativo I Custodi dei fratelli (per chi fosse interessato, il libro è a cura di Alessandra Mauro, ed è pubblicato dalla casa editrice CONTRASTO).
Si tratta di un intensissimo excursus sulla storia della fotografia di reportage e di denuncia dalla fine dell’Ottocento ai nostri giorni. Parla di quei fotografi che per anni e anni dedicano le loro energie e le loro vite a testimoniare in favore dei “perdenti”, rivendicando per tutti i “diritti umani”. Lewis Hine, Sebastião Salgado, Eugene Smith, Joseph Koudelka, sono alcuni di questi instancabili testimoni. Attraverso le loro fotografie spostano l’attenzione dei nostri occhi proprio su quelle immagini da cui vorremmo distogliere lo sguardo: guerre, dittature sanguinarie, disastri ecologici, violenze quotidiane.
Pierpaolo Mittica con il suo lavoro rientra a tutti gli effetti tra questi custodi. Da fotografo ormai professionalmente maturo ha scelto un tema, il disastro nucleare che nel 1986 ha letteralmente annientato l’intera regione dell’Ucraina e ha avuto dirette conseguenze e lunghissime ripercussioni sulla salute dell’intero pianeta, e lo ha sviluppato nel corso di diversi anni. Centinaia di scatti con cui Pierpaolo ha documentato i luoghi abbandonati di quelle regioni e con delicata sensibilità e partecipazione umana ha fermato gli sguardi e i volti delle vittime dell’esplosione. Oltre alle fotografie Pierpaolo Mittica ha raccolto pagine e pagine di dati scientifici(nella maggior parte censurati e negati dalle autorità Ucraine e Internazionali) sull’onda di radioattività scatenata dall’esplosione del reattore di Pripjat e sulle ripercussioni sulla salute registrate sulla popolazione locale.
E’ un lavoro che “scotta”, scomodo per molti che vedono ancora nel nucleare la possibilità di uscire dalla crisi energetica che rischia di mettere in ginocchio il nostro sistema economico e sociale e per quelli che, in ogni caso, pensano che la serenità del consumatore non vada mai turbata con storie di disgrazie.
Per l’associazione del Sole di Mino questa mostra è stata un’occasione d’incontro e di confronto. Tutti quelli che in Friuli hanno visto e vedono ammalarsi di ogni genere di cancro un numero altissimo di amici e di parenti di ogni età, si chiedono, più o meno a voce alta, quanto Chernobyl abbia influito su questa crescita esponenziale dei tumori nella nostra Regione. Probabilmente la nostra generazione non conoscerà la verità che parzialmente e mai con assoluta certezza. Tra di noi si è discusso, quella sera sulla terrazza del Visionario. Si è discusso in maniera pacata e curiosa delle idee degli altri. Nel gruppo ci sono sicuramente opinioni contrastanti rispetto al tema del Nucleare, ma credo di interpretare correttamente l’opinione di tutti, affermando che la questione più sconcertante rimane sicuramente il silenzio che generalmente avvolge queste tragedie collettive.
Per supportare il SI o il NO al Nucleare, entrambe le parti hanno elaborato complessi studi scientifici e numerose statistiche. Purtroppo però la statistica diventa irrilevante di fronte alle vicende personali e ogni storia è storia individuale e non rientra nelle statistiche.
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Categoria: Chernobyl l'eredità..., documenti e materiali, video
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giugno 2007










































