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BUON 2008
Caro Associato,
nell’anno che si è appena concluso, l’associazione Il Sole di Mino ha svolto il suo secondo anno di attività.
E’ stato un anno in cui nuove persone si sono avvicinate partecipando alle riunioni dell’associazione, in una sala messa generosamente a disposizione dalla associazione LILT di Udine, e sostenendo con il proprio tempo e impegno nuove attività e iniziative.
Nei primi mesi del 2007 abbiamo conosciuto il lavoro del fotografo Pierpaolo Mittica: una testimonianza forte e senza reticenze sulle condizioni in cui versa la popolazione dei territori investiti dall’esplosione del reattore nucleare della centrale di Chernobyl, dalla sua nuvola radioattiva e dagli effetti devastanti nel territorio ancora contaminato.
Insieme ad altre due associazioni (associazione Medici Universitari, associazione don Nilo Carniel) abbiamo deciso allora di organizzare una mostra fotografica per far conoscere quello che i media di solito non dicono, quello che le istituzioni tacciono.
Il 5 giugno una curata selezione della raccolta fotografica è stata per la prima volta esposta presso i locali del Cinema Visionario di Udine che ha accolto con entusiasmo la mostra per un mese e poi ne ha promosso il proseguimento per un altro mese.
Il 2 giugno si è tenuta la seconda edizione della Festa del Benessere a S. Odorico di Flaibano.
Alla festa ci siamo divertiti stando di nuovo insieme nel giorno del compleanno di Mino.
Durante la festa, siamo riusciti a raccogliere la somma di 5,300 euro, che è stata devoluta per sostenere il progetto dell’associazione SoleTerre, “Un sorriso in corsia”: il progetto si propone di provvedere alla cura e all’assistenza proprio di quei bambini colpiti dagli effetti devastanti dell’esplosione di Chernobyl, nei locali dell’ospedale di Kiev. Puoi trovare maggiori informazioni su questo progetto nel documento allegato a questa lettera.
Infine, è vicino alla pubblicazione il libro di Mino, Male di Mare. Nel periodo immediatamente successivo la Festa del Benessere 2007 ci siamo proposti di pubblicare un racconto che Mino aveva scritto durante i primi anni della sua malattia.
Il libro è una testimonianza artistica della malattia vissuta in presa diretta da Mino, è il racconto di un eroe dei giorni nostri e della sua voglia di prendere in mano la propria vita e il proprio destino nonostante tutto.
La pubblicazione del libro sarà anche un’occasione per organizzare una presentazione pubblica di cui ti daremo presto più notizie.
Anche quest’anno sarà un anno di intensa attività per l’associazione in cui vorremmo la tua partecipazione attiva. Se vuoi aiutarci, contattaci personalmente o attraverso il sito.
Vorremmo ricevere le impressioni di tutti, suggerimenti e nuove proposte di azioni che potremmo fare insieme.
Se vuoi maggiori dettagli sulle attività dello scorso anno, di quest’anno e sui prossimi progetti dell’associazione vai al sito www.ilsoledimino.org.
Un buon 2008!
Associazione Il Sole Di Mino
Pubblicato da Alessandro
Categoria: comunicazioni, comunicazioni sociali
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gennaio 2008
UN SORRISO IN CORSIA
La somma raccolta alla Festa del Benessere 2007 (5,300 euro) è stata devoluta per sostenere il progetto dell’associazione Sole Terre, “Un sorriso in corsia”: il progetto si propone di provvedere alla cura e all’assistenza proprio di quei bambini colpiti dagli effetti devastanti del disastro di Chernobyl, nei locali dell’ospedale di Kiev. Maggiori informazioni su quanto è stato fatto in questo progetto si possono trovare in questo documento.
Sole Terre ci ha anche segnalato un recente articolo del Sole 24 ore che analizza il bilancio dell’associazione, da cui risulta tra l’altro che viene adoperato all’interno dei progetti il 93,1% delle risorse, riducendo al minimo i costi per la raccolta fondi e la promozione delle proprie iniziative sociali.
Pubblicato da admin
Categoria: un Sorriso in corsia
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settembre 2007
MALE… DI MARE

L’amore è cieco / Non voglio vedere / Perché non avvolgi la notte / Attorno a me / Prendimi il cuore / L’amore è cieco / In un’auto parcheggiata / In una strada affollata / Vedi il tuo amore / Reso completo / Il filo si strappa / Il nodo si scioglie / L’amore è cieco / L’amore è ingranaggi / E freddo acciaio / Dita troppo insensibili per sentire / Stringi il manico / Soffia sulla candela / L’amore è cieco / L’amore è cieco / Non voglio vedere / Perché non avvolgi la notte / Attorno a me / Oh amore mio / Cecità / Una morte piccina / Senza alcun lamento / Né invocazione / E senza monito / Piccola…un’idea pericolosa / Che può quasi essere sensata / Amore è affogare / In un pozzo profondo / Una quantità di segreti / E nessuno a cui raccontarli / Prendi i soldi / Dolcezza / Cecità / L’amore è cieco / Non voglio vedere / Perché non avvolgi la notte / Attorno a me / Oh amore mio / cecità (Love is Blindness, U2)
Nel periodo immediatamente successivo la Festa del Benessere 2007 ci siamo proposti di pubblicare un racconto che Mino aveva scritto durante i primi anni della sua malattia.
Il libro è una testimonianza artistica della malattia vissuta in presa diretta da Mino, è il racconto di un uomo e della sua voglia di prendere in mano la propria vita e il proprio destino nonostante tutto.
Per maggiori informazioni maledimare@ilsoledimino.org
Pubblicato da Alessandro
Categoria: Male di mare, pubblicazioni
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luglio 2007
FESTA DEL BENESSERE 2006
Clicca sulle immagini per vedere le foto pubblicate . Anche perché questa è solo una selezione, se vai al nostro profilo Flickr potrai trovarne delle altre (e magari ci sei anche tu!).
***
Come è andata…
Lo slogan dell’estate che….. non deve finire mai “…datemi una definizione di benessere… guardatemi!…”
Da questo messaggio che Mino ripeteva sempre nasce l’idea della “festa del benessere”, la festa di Mino per i suoi amici. Il 2 giugno scorso, giorno del suo compleanno, si è svolto il primo Memorial Bernardino Dassi. L’evento, organizzato da tanti amici di Mino e che si sviluppato in due splendide giornate di sport e divertimento, aveva lo scopo principale di riunirci tutti assieme nel nome di un amico ma allo stesso tempo di riuscire a raccogliere fondi da destinare a diverse iniziative di solidarietà.
Grazie alla bora che ha soffiato ininterrottamente e probabilmente anche a qualche rito vodoo e al sacrificio di una notte passata in capanne di legno da parte dello staff, abbiamo avuto una tregua dalla pioggia (che fino alla notte prima ci aveva fatto temere il peggio), e le nostre schiene rotte e le occhiaie profonde sono state ricompensate ampiamente.
In due giornate di sole meraviglioso quindi, si è svolto il primo trofeo di calcio a 5 che ha visto impegnate sui campi da gioco diverse squadre di amici e simpatizzanti dell’associazione. Arbitri, segnapunti, guardalinee e 4° uomini… sembrava di essere al trofeo Birra Moretti con la differenza che il chiosco del bar ha lavorato di più per i giocatori che per gli spettatori.
Vincitori del torneo non proprio a sorpresa, sono stati i pordenonesi Safarà che hanno anche visto uno dei loro giocatori premiato come migliore marcatore del torneo; ma altra squadra meritevole di “gran menzione” è sicuramente il Bar Savio, che nonostante la sconfitta nella super-finalissima, si è aggiudicata la prestigiosa coppa chiosco, destinata alla squadra che si è distinta per indiscutibili meriti ….para-sportivi e che più di altre ha dato lavoro ai baristi del chiosco.
Durante tutta la manifestazione i cuochi non hanno mai smesso di cucinare costa e polenta oltre che pollo indiano per i più fortunati (dato che è stato spazzolato in pochi minuti), mentre una folla di “ye ye girls” smerciava fette di 20 differenti torte e pizze e panini, offerti da varie mamme, dalla comunità montana di Cercivento e dal bar di Cercivento di Sopra dei genitori di Mino. Grande successo poi hanno avuto i 3 tornei di calcio balilla e la pesca di beneficenza organizzata per i più piccini da Nives, ma che pare abbia dato più soddisfazione ai grandini grazie all’ambito superpremio di una bicicletta (…grazie Roberta).
La giornata si è conclusa a tarda notte con un dj set degno delle migliori serate del Savio o del Baraonda Disco-Frasca; grazie Cino, Tam, Tibe, Jean e Squi …soprattutto per non essere svenuto dopo le quattro ore in piedi davanti alla consolle. Difficile rendere l’idea di quello che si è riusciti a fare per la prima volta e senza particolare esperienza, ma se lo scopo era quello di creare un evento per stare assieme nel ricordo di Mino allora forse ci siamo riusciti.
Grazie a tutte le “magliette gialle” che nel nome di Mino hanno permesso di realizzare tutto questo, ma soprattutto grazie a tutti coloro che sono intervenuti con così grande entusiasmo solo in nome dell’iniziativa. Grazie a tutte le squadre di giovani e giovanissimi che hanno partecipato con indubbio agonismo. Grazie ai disegnatori-creatori Cino, Peo e Pierdo per le immagini loghi e suonerie che ora fanno parte del patrimonio dell’associazione. Grazie alle mamme e agli amici di Cercivento per aver cucinato con così grande passione. Grazie infine a Massi del Pappagallo per i preziosi consigli e le conoscenze “tecniche” e a Marco per aver fornito il caffè che ci ha svegliato e sorretto nei momenti più difficili.. e per aver finito i biglietti della pesca nonostante la bici fosse già stata vinta!!! Grazie al pollo tandoori per essersi immolato alla causa.
Se vuoi chiedere la rimozione di una fotografia che eventualmente ti ritrae scrivi a info@ilsoledimino.org e, nel più breve tempo possibile, la rimuoveremo.
Pubblicato da admin
Categoria: Festa del Benessere, foto
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giugno 2007
2° MEMORIAL MINO DASSI . FESTA DEL BENESSERE 2007
Pubblicato da admin
Categoria: Festa del Benessere
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giugno 2007
CHERNOBYL . L’EREDITÀ NASCOSTA

L’Associazione, in collaborazione con il Segretariato degli Studenti di Medicina di Udine e l’Associazione don Nilo Carniel, ha organizzato al Visionario di Udine una mostra fotografica dal titolo Chernobyl . l’eredità nascosta. Fotografie di Pierpaolo Mittica. La mostra inaugurata ai primi di giugno è stata esposta per tutta l’estate e ha riscosso molto successo.

In questi giorni, ripensando a questa esperienza sfogliavo un libro appena pubblicato e dal titolo molto evocativo I Custodi dei fratelli (per chi fosse interessato, il libro è a cura di Alessandra Mauro, ed è pubblicato dalla casa editrice CONTRASTO).
Si tratta di un intensissimo excursus sulla storia della fotografia di reportage e di denuncia dalla fine dell’Ottocento ai nostri giorni. Parla di quei fotografi che per anni e anni dedicano le loro energie e le loro vite a testimoniare in favore dei “perdenti”, rivendicando per tutti i “diritti umani”. Lewis Hine, Sebastião Salgado, Eugene Smith, Joseph Koudelka, sono alcuni di questi instancabili testimoni. Attraverso le loro fotografie spostano l’attenzione dei nostri occhi proprio su quelle immagini da cui vorremmo distogliere lo sguardo: guerre, dittature sanguinarie, disastri ecologici, violenze quotidiane.
Pierpaolo Mittica con il suo lavoro rientra a tutti gli effetti tra questi custodi. Da fotografo ormai professionalmente maturo ha scelto un tema, il disastro nucleare che nel 1986 ha letteralmente annientato l’intera regione dell’Ucraina e ha avuto dirette conseguenze e lunghissime ripercussioni sulla salute dell’intero pianeta, e lo ha sviluppato nel corso di diversi anni. Centinaia di scatti con cui Pierpaolo ha documentato i luoghi abbandonati di quelle regioni e con delicata sensibilità e partecipazione umana ha fermato gli sguardi e i volti delle vittime dell’esplosione. Oltre alle fotografie Pierpaolo Mittica ha raccolto pagine e pagine di dati scientifici(nella maggior parte censurati e negati dalle autorità Ucraine e Internazionali) sull’onda di radioattività scatenata dall’esplosione del reattore di Pripjat e sulle ripercussioni sulla salute registrate sulla popolazione locale.
E’ un lavoro che “scotta”, scomodo per molti che vedono ancora nel nucleare la possibilità di uscire dalla crisi energetica che rischia di mettere in ginocchio il nostro sistema economico e sociale e per quelli che, in ogni caso, pensano che la serenità del consumatore non vada mai turbata con storie di disgrazie.
Per l’associazione del Sole di Mino questa mostra è stata un’occasione d’incontro e di confronto. Tutti quelli che in Friuli hanno visto e vedono ammalarsi di ogni genere di cancro un numero altissimo di amici e di parenti di ogni età, si chiedono, più o meno a voce alta, quanto Chernobyl abbia influito su questa crescita esponenziale dei tumori nella nostra Regione. Probabilmente la nostra generazione non conoscerà la verità che parzialmente e mai con assoluta certezza. Tra di noi si è discusso, quella sera sulla terrazza del Visionario. Si è discusso in maniera pacata e curiosa delle idee degli altri. Nel gruppo ci sono sicuramente opinioni contrastanti rispetto al tema del Nucleare, ma credo di interpretare correttamente l’opinione di tutti, affermando che la questione più sconcertante rimane sicuramente il silenzio che generalmente avvolge queste tragedie collettive.
Per supportare il SI o il NO al Nucleare, entrambe le parti hanno elaborato complessi studi scientifici e numerose statistiche. Purtroppo però la statistica diventa irrilevante di fronte alle vicende personali e ogni storia è storia individuale e non rientra nelle statistiche.
Se vuoi chiedere la rimozione di un video che eventualmente ti ritrae scrivi a info@ilsoledimino.org e, nel più breve tempo possibile, lo rimuoveremo.
Pubblicato da admin
Categoria: Chernobyl l'eredità..., documenti e materiali, video
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giugno 2007
UN’ESTATE CHE NON DOVEVA FINIRE MAI (UNA LETTERA DI NICK)
Un’estate che non doveva finire mai
Ricordo i volti, le espressioni, l’aria che sprizzava felicità e spensieratezza, voglia di stare assieme e goderci una settimana con il culo al sole avendo come uniche priorità il mangiare bene, degustare del buon vino, caricare le batterie al sole e trovare refrigerio in mare. Eravamo saliti sulla navetta che dal parcheggio di Tessera ci stava portando all’aeroporto Marco Polo di Venezia in attesa del volo Wind Jet con destinazione Catania…
Al ritrovo eravamo stati tutti puntuali o quasi, stranamente Mino ( famoso per i 5’ che regolarmente diventavano 5’+45’ ) era in orario forse grazie alla Zac, Sara era riuscita a preparare il suo bagaglio in tempo ( solitamente per una notte fuori riempie una valigia da 12 kg ed i preparativi richiedono innumerevoli ore ), l’unico intoppo lo abbiamo avuto con il Prof che non ha un bel rapporto con la sveglia e le levatacce.
Entrati in Autostrada sosta doverosa in Autogril, io che rompo le palle un po’ paranoico come il solito metto fretta a tutti per partire – dai che arriviamo in ritardo – ma alla fine noi puntualissimi e Wind Jet ( un nome un programma ) con avvisi di ritardo che comparivano sul cartellone ogni 30” decolla alle 15.00 anziché le 9.00. Poco male abbiamo esplorato il Marco Polo, fatto amicizia con l’oste del Frescobaldi e programmato nei minimi particolari la vacanza.
Sotto la voce – cose indispensabili da portare – da mesi prima della partenza si parlava di carte di credito ricaricabili ( se te la rubano non fanno danni, spese certe e contenute etc ) ed il buon Mino di questo ne aveva fatto un cavallo di battaglia ( avevamo capito che il suo ruolo in banca stava diventando sempre più commerciale ) immaginate la faccia di tutti noi quando, ritirate le valige all’aeroporto di Catania, siamo andati a prendere le macchine al noleggio e accettavano solo carte di credito “ tradizionali “ – tu hai una carta di credito? no solo contanti e bancomat. Domanda al responsabile del noleggio Accettate contanti ? no. Io ho una carta ma non so quanto credito ci sia…
Ma eravamo arrivati, eravamo in Sicilia, eravamo assieme in vacanza, una vacanza fortemente voluta, ricercata, c’era il piacere di vivere, condividere assieme come avevamo sempre fatto, ognuno con la sua storia, con i suoi sogni i suoi desideri.
Appena arrivi in Sicilia sei colpito da profumi intensi, colori vivaci, sei riscaldato dal sole e dal vento caldo, percepisci un ritmo diverso dal nostro, parola d’ordine relax e credo che tutti noi lo abbiamo provato.
Fosforo e la Cri avevano prenotato una casa a Mascali vicino a Giarre, rispondendo ad un annuncio sulla Bancarella ( alla fine credo che avesse fatto tutto la Cri ); eravamo in collina con una visuale incredibile su Taormina, Giarre, il mare e l’Etna.
L’annuncio pubblicato sulla Bancarella forse attribuiva qualche pregio in più alla casa – penso che la proprietà in buona fede avesse confuso il termine nuovo con non utilizzata da molti anni – ma era pronta ad ospitarci con le sue enormi terrazze che abbracciavano il piano rialzato e primo ed un lastrico solare all’ultimo piano dove la sera più di una volta abbiamo rivolto lo sguardo al cielo tempestato di stelle.
Solo ora scrivendo mi rendo conto che potrei andare avanti per ore, riaffiorano tanti ricordi, foto che ho nella mia mente; è difficile riuscire a descrivere un’immagine ed animarla. Ci sono tanti momenti, emozioni vere… come vero è stato ed è il rapporto che ho con Mino.
Ricordo quando il giorno dopo il nostro arrivo siamo andati in aeroporto a Catania a prendere Paolo e la Cri che arrivavano da Roma dove avevano visto il concerto de gli U2, mi sembra siano arrivati in tarda mattinata e appena saliti in macchina siamo andati a cercare una spiaggia. Ci siamo fermati ad Acitrezza o Acirelae, parcheggiate le macchine su i costumi e via, materassini sulla terrazza carte da briscola tanto sole e mare e tante parole..si stava proprio bene… forse proprio quel giorno Mino coniava la frase che ci ha accompagnato per tutta la vacanza e che lo fa rivivere ogni volta che viene detta … disteso su un materassino con la sua inseparabile cicca, con gli occhi socchiusi rivolti al sole e con un mezzo sorriso con tono di liberazione e tranquillità totale esclama : datemi una definizione di benessere!
Era benessere.. lo era anche perché arrivavamo da momenti in cui non si sapeva se avremmo potuto vivere con Mino la vacanza, ormai erano trascorsi quattro anni da quando il suo compagno si era presentato e vedere Mino continuare a vivere la vita con il suo grande spirito, con la battuta sempre pronta, la voglia di stare insieme, il piacere di ritrovarsi attorno una tavola, di parlare di vita, sogni, progetti futuri di lavoro o di vita a due era una cosa grande, immensa.
A proposito di tavola mi viene in mente quando al quarto giorno di ferie finalmente siamo riusciti ad andare a prendere del pesce al mercato di Mascali per la grigliata serale, chiaramente siamo arrivati quando era rimasto aperto solo un posto ( diciamo che c’era sveglia libera e sempre sul tardi ). Quando siamo entrati in questa simil pescheria eravamo un po’ spaesati (la cultura ittica mia e di Mino ed il siculo lascia molto a desiderare ) ma dopo qualche breve trattativa siamo usciti con 16 kg di pesce con il dubbio di averne preso poco ( eravamo in dieci ).
Per noi ogni volta che ci troviamo ad organizzare una grigliata, una cena è sempre motivo di gioia; chi porta una cosa, chi l’altra , ci si ritrova assieme per preparare la tavola, uno accende la griglia l’altro gli porta il bicchiere di vino ( solitamente accendo io la griglia ) si inizia a cucinare e nell’attesa seduti attorno ad una tavola o sparpagliati alla rinfusa si parla si scherza, si dà il via alla festa. Devo dire che le nostre sono sempre state cene molto lunghe e ricche sotto tanti punti di vista.
Tornando alla bella Sicilia oltre che ai bagni di sole, abbiamo anche bagnato le nostre delicate boccucce con dei buoni vini autoctoni e ottimi avana cola intervallati da mojto…ricordo il bar a palafitta sul golfo di Siracusa dove abbiamo sorseggiato ottimi mojto dopo lunghe ore di sole, gli aperitivi sulla “ scalinata “ di Catania ( Ale ti ricordi la sola che ci siamo presi ? ), la degustazione di vini bianchi fatta a Taormina con spettacolo fatto da me e Sara ( un po’ Vianello e Sandra Mondaini ) con drink offerto dalla casa per fare pace due coktel tempesta ( sette tipi di rum più che una tempesta un uragano ) , i calici sorseggiati attorno alla tavola sul terrazzo della casa di Mascali dove a fine serata ci si sedeva sempre per le ultime chiacchiere e dove si è visto sorgere il sole.
Sono veramente tanti i ricordi legati a questo viaggio e tutti belli, il solo pensiero mi mette il sorriso ( e credetemi sono un gran musone ), in sette giorni non c’è stato mai uno screzio, eravamo in dieci sulla stessa lunghezza d’onda… lo posso proprio dire che benessere!
Sono stato fortunato, ho vissuto una grande amicizia, un amicizia con la a maiuscola, incondizionata, disinteressata, ho incrociato parte della mia vita con Mino che inevitabilmente ed indissolubilmente ne continuerà a far parte.
Mino è stato grande protagonista della sua vita, della mia e di tante altre persone, fino a prima di salutarci non ha mai mollato ed è lui che ci ha aiutato con il suo modo di essere, affrontare la vita, questo anche prima di iniziare la sua battaglia ed è anche per questo che nasce Il Sole di Mino non solo per ricordarlo ( d’altro canto sarebbe impossibile dimenticarlo ) ma anche per provare a tendere una mano a chi sta vivendo un percorso simile al suo, al nostro.
W la Sicilia … W Carmelo
Mandi Mino
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luglio 2005
LETTERA DA ALE
Erano trascorsi quasi tre anni da che Marwin, laureando non proprio modello in quanto a continuità e rispetto di scadenze, spesso sedotto da nottate goliardiche e domeniche di amici, vele e mare; trascorse in ricercati ambienti reconditi e ventilati, in un tentativo d’estraniazione da cementi e marmitte, (…) si trovò catapultato e completamente coinvolto in quella sua battaglia.
Territorio di guerra: tra pareti di carne umana, su mappe di organi vitali, tra l’esercito di cinici e sprezzanti globuli maligni; capitanati da un inferocito sarcoma, che mai guardava in faccia i destinatari dei suoi colpi mortali, (…) e leucociti sfiniti e spaventati in difesa del loro placido e festoso territorio; (…) Marwin stesso, che non aveva esitato a sacrificare la sua libertà e i suoi affetti divenuti pegni, in grintose battaglie di mesi, vissute in linea di confine, tra perimetri brevi di reparti oncologici d’ospedale, per riprendere il controllo di quei suoi terreni indispensabili di fegato e milza, di polmoni e midollo …
Così comincia il libro di Mino, come un coltello che trafigge più a fondo lo stomaco e il cuore ogni volta che ho il coraggio di prenderlo in mano per rileggerlo.
Non è successo tante volte ma ovviamente la prima la ricordo bene, ricordo lo sguardo di Mino mentre era in attesa di un giudizio critico e da amico, dopo che me lo aveva dato da leggere, quattro anni fa. Ero confuso, non sapevo bene cosa dirgli, ma sapevo che avrebbe tenuto molto in considerazione ogni singola parola che avrei pronunciato.
Purtroppo però era una storia che non potevo proprio accettare, che non volevo accettare e in cui mancavano un sacco di approfondimenti, un sacco di spiegazioni un sacco di parole che invece non aveva scritto. Mancava un finale diverso, un finale da raccontare con un bicchiere in mano in un locale rumoroso.
“bella storia… ma manca qualcosa, mancano delle parti… degli approfondimenti, altre immagini, servono ancora molte immagini… devi lavorarci un po’ su …… il finale è troppo veloce…”
Si insomma… bisognava dirlo che si trattava di un puro evento di fantasia…… che non stava capitando veramente, che non stava capitando proprio a Mino….. era importante, la sua fantasia stava correndo un po’ troppo, era caduto nel tragico…, al giorno d’oggi le tragedie vanno un po’ troppo di moda… basta…. manca un eroe!,… quello del libro non mi piace.
Ma non mancava un eroe, l’eroe c’era ed era li, ma io non lo vedevo. Le immagini che mancavano nel libro, erano quelle che avrebbero dovuto ripetersi negli anni a centinaia, a migliaia, immagini di vita in comune, immagini da raccontare con un bicchiere in mano…. Per il finale poi c’era ancora tempo. Già, il finale.
Il finale arriva soltanto alla fine, altrimenti non si chiamerebbe così no? Bene perché quello che ha trasformato Marwin in eroe non è il finale ma tutto quello che è riuscito a dire e a fare… nei successivi quattro anni dalla prima stesura di quel libro. Quattro anni di vita, di vita vera, difficile e avvilente, straordinaria e preziosa, vita di amori, di amici, di lavoro, di “serate goliardiche in locali fumosi”, vita vera.
Quello che non c’era scritto nel suo libro era quello che dovevamo ancora vivere in questi quattro brevissimi e lunghissimi e bellissimi anni, quello che avevo paura di non poter vivere e che invece ho, abbiamo vissuto e la mia imbarazzata recensione del tempo, non era che il frutto di ciò che desideravo e tutto ciò che non potevo ancora capire e accettare.
Non l’ho accettato, non ci riuscirò mai, ma ho un sacco di ricordi da trattenere, vissuti veramente.
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aprile 2005







